“Critica della crisi” di F.Z.

07/11/2012

Si legge di crisi. E’ tutto vero. E’ la nostra attuale crisi.
E’ una crisi individuale dell’architetto. La progettazione è sempre più complessa e difficile per fattori anche esterni alla disciplina ed inoltre non ci viene richiesta.
E’ una crisi del lavoro intellettuale: vengono richiesti risultati immediati.
E’ una crisi delle relazioni: si creano monadi competitive.
La nostra formazione ci costringe a vedere tutte le scale del fenomeno: dall’interno abitato allo spazio urbano ed a quello non urbanizzato, crisi individuale e globale.
Compito di  questa rubrica non è dare soluzioni, anche se mai potessimo, ma porre domande, proporre e riferire proposte, usare il lavoro per descrivere non una weltanschauung ma una visione della situazione nel nostro intorno.
Negli anni sessanta doveva essere eticamente insostenibile governare anche uno staterello indifeso conoscendo quanti chili di tritolo equivalenti pro capite esistevano al mondo, in seguito pensando alla fame, poi pensando al riscaldamento globale, essendosi nel frattempo  diluito il tritolo su altri quattro miliardi di  persone, accesa la sete, inventata l'acqua calda solare ... Riteniamo essere antietico non assumersi, ciascuno,  la responsabilità del governo della crisi. (f.z.)