
“Il ruolo del professionista in questo momento di crisi" di Paolo Del Soldato, Ingegnere Libero Professionista
La crisi attuale di tutta la società italiana ed europea è ancora più sentita dalla nostra categoria di professionisti in quanto da anni oramai si sta tentando di distruggere la nostra realtà professionale con le società di ingegneria e con gli appalti integrati. (Questo porta alla distruzione della figura di professionista fiduciario per ricoprire in sostituzione il ruolo di dipendente o di imprenditore)
La liberalizzazione tanto temuta dalle varie categorie sociali è stata da noi subita in maniera vessatoria dal 2007 ed in particolare per coloro che lavorano con gli enti pubblici. Infatti pur riconoscendo la validità della libera concorrenza, la sua imposizione sul mercato (Decreto Bersani del 2007) non ha portato ad alcun utile economico reale se non quello di far scadere la qualità della prestazione professionale; in altri paesi europei è stato adottato il criterio di applicazione di riduzioni dell’onorario per incarichi non adeguatamente eseguiti.
Purtroppo la realtà attuale sta cercando specialisti nei vari settori al servizio dell’industria e della produzione e l’università con la laurea breve ha sposato in pieno questa filosofia, producendo tecnici sempre più specializzati ma mancanti della cultura propedeutica per poter svolgere il ruolo di libero professionista in maniera adeguata.
Difficilmente si potrà recuperare una cultura distrutta ed un ruolo nella scala sociale oramai non più sostenibile. Causa principale di questa situazione venutasi a creare è sicuramente l’abolizione del tariffario e di ogni altro riferimento con le vecchie normative; occorre considerare l’abbattimento delle parcelle che per incarichi pubblici comporta riduzioni complessive del 50%, ben più gravose di ogni altra categoria di lavoratori con conseguente annullamento della professionalità.
In questo momento così critico poter recuperare il ruolo del professionista fiduciario è un compito arduo; una delle strade percorribili è mettersi a disposizione della società per compiti sociali, chiaramente a titolo puramente gratuito; tale attività ha come primo risultato quello di farci avvicinare alle varie categorie sociali e fare in tal modo apprezzare la nostra realtà professionale.
Le nostre varie associazioni professionali (Ordini, Collegi, etc…) devono aiutarci e prestare un servizio di assistenza alle nostre piccole realtà esistenti sul territorio in modo da ottimizzare esigenze quali: l’informazione, la formazione, l’assistenza legale e amministrativa, la partecipazione a strutture e lavori di grande livello, etc.
Ritengo che l’unica soluzione possibile è quella del consorzio tra professionisti (anche di diversa natura); infatti il poter contare su scambio di informazioni ed esperienze serve ad aumentare il livello della prestazione ed a riunirsi in occasione di grossi incarichi.
Rimarrebbe invece inalterata la nostra posizione nei confronti delle piccole esigenze professionali; segnalo, peraltro, che una esperienza del genere è già stata fatta qualche hanno addietro con risposta interessante da parte dei colleghi, anche se il grosso ostacolo da superare è stato rappresentato dall’eccessivo egocentrismo di tutti noi professionisti.
Ampliamento Scuola Chiusi , incarico preso con 60% di ribasso
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