Rifare paesaggi / Lisbon waterfront

Dal: 23/07/2012 al: 30/09/2012*

Seminario internazionale di progettazione
Lisbona, 23 luglio -1 agosto 2012

Nell’ultimo quarto del secolo scorso, numerose sono state le esperienza progettuali indirizzate alla riconversione delle aree portuali dismesse divenute opportunità uniche per lo sviluppo delle città, non solo per l’auspicata riappropriazione del contatto tra la città e l’acqua, ma per le ipotesi di insediamento di nuove attività che arricchiscono e rendono appetibile la vita urbana. Tale processo, intrapreso negli anni ‘90 con la realizzazione lungo le rive del fiume Tago del Centro Culturale di Belém ad occidente e il quartiere EXPO ad oriente, ha subito una recente accelerazione con l’accordo siglato tra l’amministrazione municipale di Lisbona e l’autorità portuale teso a liberalizzare buona parte dei diciannove chilometri lineari di costa costituiti da moli attrezzati, bacini, terminali e magazzini capaci di movimentare un traffico di merci e passeggeri tra i più consistenti d’Europa. Il primo progetto del nuovo terminal crociere (250.000 passeggeri annui) ad opera di João Carrilho da Graça ha sollevato un dibattito sul futuro delle relazioni possibili tra il suggestivo centro antico, ormai marginale rispetto alle dinamiche demografiche dell’area metropolitana, e le opportunità prodotte dalla presenza del porto. Dare forma ad un progetto di spazi pubblici (parchi e giardini) immaginato dal Comune di Lisbona per fornire continuità ai nuclei storici, da Marvila a Poço do Bispo, presenti lungo il versante orientale della città significa pensare ad un nuovo profilo in cui fare ri-emergere gli elementi rappresentativi del paesaggio urbano come il castello di São Jorge e il convento di São Vicente de Fora